Chiesa di Sant’ Andrea Apostolo

La Chiesa di Sant'Andrea Apostolo è un edificio religioso in muratura portante di antica edificazione.

CHIESA DI SANT’ANDREA APOSTOLO Anche in campo ecclesiastico, Paolisi vanta nomi illustri. Nel libro "Memorie istoriche della città di Samt’Agata de’ Goti" troviamo alla pag. 74 tra i vescovi di Sant’Agata un “Joannes VII Guevara Episcopus” con queste notizie: Giovanni Guevara, patrizio napoletano, figlio di Alfonso Guevara e Giovanna Cantella, dei signori di Arpaia, da curato della parrocchia di San Tommaso apostolo di Paolisi fu eletto Vescovo di Sant’Agata il 19 giugno 1523. Resse questa diocesi per circa 33 anni. eseguì grandi cose. Mori colpito da apoplessia il 25 agosto 1556. Con molta probabilità il predetto Giovanni Guevara doveva esser parroco di Sant’Andrea e conservare qualche titolo inerente San Tommaso, poiché, al tempo dei Guevara, San Tommaso era un eremitaggio e come parrocchia fu costituita in epoca posteriore. La Chiesa di Sant'Andrea Apostolo è un edificio religioso in muratura portante di antica edificazione. Esso infatti venne edificato ad opera delle locali maestranze campane tra il 1700 ed il 1710. Nel corso degli anni l'edificio non ha subito crolli o danneggiamenti che ne hanno modificato l'impianto originario, che, pertanto, è attualmente visibile. Nel 1990, a seguito degli eventi sismici del 1980, è stato eseguito un intervento di manutenzione straordinaria della copertura e delle facciate. L'edifico è caratterizzato da una pianta rettangolare a una unica navata centrale che termina con l’abside. Le pareti interne sono rifinite a intonaco e tinteggiate con vernice di colore chiaro. Esternamente la chiesa si caratterizza per i suoi prospetti intonacati e tinteggiati con vernice colorata. La copertura è a doppia falda. Nel corso del tempo ha avuto delle aggiunte di arredo come l’Altare rivolto verso l’aula in funzione delle direttive dettate dal Concilio Vaticano II, la statua lignea di Sant’Andrea, l’affresco collocato al soffitto. Sulle origini dell' attuale chiesa arcipretale e sulla sua costruzione non si ha alcuna notizia precisa. Le prime e più antiche notizie sono del 1697, da quando, cioè, il Cardinale Orsini ordinò a tutti i sacerdoti che si facesse ogni dieci anni un inventario di tutti i beni mobili e immobili delle chiese della sua diocesi. La Chiesa fu consacrata dall' eminentissimo cardinale Orsini, come attesta un' iscrizione su marmo che si trova sopra la fonte dell' acqua santa : "Ecclesiam hanc in honorem Dei et S. Andreae Apostoli solemni ritu dedicans die xxv juliis. a MDCL XXXXIV sacravit fr vincentius maria ord. praed. cardinalis ursinos archiepiscopus, et omnibus fidelibus ipsam visitantibus die XI julii in quam dedicationes festum transtulit centum indulgentiae dies concessit". Si entra nella Chiesa per una porta grande, oltre la porta laterale che conduce nella casa arcipretale… Sopra della quale è un nicchio dove sta dipinta l'immagine di Nostra Signora, S. Andrea e S. Pietro con, sull' architrave, la seguente iscrizione: "Sacrae aedis opus ex propriis construxit Paulisiis economo nobili Antonio De Feudi MC XXIII.” Sui pilastri antistanti l'altare Maggiore sono ricordati: dal lato del Vangelo il Cardinale Orsini, dal lato dell' Epistola l'arciprete don Giuseppe De Nicolais. Nella Chiesa si notano anche quattro sepolture: una delle famiglia Audi; una della famiglia Inglese, una dei Nuzzilli e una del parroco De Nicolais, già dei Carboni. Da una porticina alla sinistra della Chiesa si accede al campanile. Le campane, una del 1611, l'altra del 1612, furono benedette dal Cardinale Orsini il 19 luglio 1694. Successivamente a questa data fu soltanto ampliata la Cappella del Suffragio. Quando, però, ciò avvenne non si sa. Presumibilmente alla fine del 1700, e in contemporanea alla costruzione dell'attuale sacrestia, come si legge sopra una pietre prospiciente la piazza, una volta giardino e cortile dell'arcipretura: "Jannuarius archipresbyter De Mauro fecit a. MDCCXCII". Fino al 1916 non fu eseguito alcun lavoro di restauro della Chiesa. Infatti un’ iscrizione posta al centro dell'arco maggiore così diceva: "Antonius Rossi, archipresbyter, restauravit. A.D. 1916". Nell'anno 1954 l'arciprete don Vincenzo Principe iniziò i nuovi lavori di restauro che furono affidati all'artista Ferrara Gabriele. Al centro del soffitto fu riprodotto il quadro in tela già esistente raffigurante la Madonna "Regina degli Apostoli" con S. Pietro e S. Andrea, Patrono di Paolisi. L' impianto elettrico venne installato con cavo sotto piombo incassato nel muro, con quadro generale di comando piazzato in sacrestia. I lavori furono eseguiti da Romano Felice, Gaddi Carlo e De Nicolais Domenico, i primi due di Cervinara, il terzo di Paolisi. L'altare in mano dedicato alla B. V. di Pompei fu opera dell'artista Angiolillo Mario. Il restauro fu completato nel marzo 1955, dopo aver riattato anche l'altare di S. Lucia e posto un cancelletto in ferro all'ingresso del battistero. I lavori sono ricordati da una scritta sull' arco maggiore della navata della Chiesa. La Chiesa di S. Andrea sarebbe rimasta come restaurata da don Vincenzo Principe se il Terremoto del 1980 non ne avesse rovinato la stabilità. Ora è stata restituita al culto dei Paolisani, ultimati i lavori di ricostruzione. La riconsacrazione, con solenne rito, è stata effettuata da S.E. Mons Carlo Minchiatti, arcivescovo metropolita di Benevento, il giorno 14 aprile 1991. Una lapide posta a destra dell'altare maggiore, ne perpetua il ricordo.

Ideazione, Ricerca e Produzione di Rosanna Gaddi

Pagina aggiornata il 16/04/2025

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