CHIESA DI SAN TOMMASO APOSTOLO e CAPPELLA S.S. ROSARIO 1600 Su di un sagrato elevato rispetto all'asse stradale, domina in tutta la sua quiete e semplicità architettonica, la Chiesa di San Tommaso Apostolo. Questo complesso venne costruito in epoca remota, con i beni di San Vincenzo al Volturno. L’originalità architettonica è stata manomessa nell' arco di tempo che va dal XVII al XVIII secolo. L'austera facciata con timpano triangolare e bifore al posto del rosone confermano lo stile romanico. L'altro pezzo significativo di questa alterazione strutturale è la Cappella del SS Rosario, edificata sulla sinistra del prospetto principale. Dalle decorazioni di questo prospetto appare chiaro lo stile barocco/neoclassico, tutto fatto di cornici, decorazioni, colonne e capitelli lavorati a stucco. Sull'architrave della porta d'ingresso, con tutta la loro classica bellezza, spiccano le maioliche con l'effige della Madonna del Rosario con i Santi genuflessi Santa Chiara e San Domenico. Bella è la linea, morbidi i colori dell' arte ceramica. Il campanile che si eleva distaccato da queste due chiese, nei suoi caratteri, mostra chiaramente che si tratta di una costruzione appartenente a un recente passato, pur ripetendo le linee romaniche. Anche se oggi Paolisi è unito in una sola Parrocchia, denominata "Santi Apostoli Andrea e Tommaso”, come si evince dal decreto Arcivescovile del 2 settembre 1986, riconosciuto agli effetti civili con decreto del Ministro dell'Interno del 6 dicembre 1986, non si può fare a meno di parlare della gloriosa Parrocchia dedicata a San Tommaso Apostolo. Leggendo i libri parrocchiali e i decreti del Cardinale Orsini, si è potuto accertare che la Chiesa di S. Tommaso, quale oggi si presenta allo sguardo del visitatore, in origine, non era altro che un edificio di proporzioni assai modeste. La Chiesa di San Tommaso deve le sue attuali proporzioni e il campanile al parroco Bifani, che trasferito a Paolisi nel 1851, vi rimase fino al 1898, quando nel mese di Novembre volò al cielo. Nei 47 anni del suo ministero non solo si dedicò alla cura delle anime, ma al rinnovare, edificare e migliorare la casa di Dio. Il parroco Bifani curò e diresse la costruzione della volta a mattoni; portò a termine la costruzione dell' altare maggiore nell'anno 1878, nonché della balaustra, come si rileva dalla iscrizione incisa nel marmo. Nel 1887 lo stesso parroco Bifani ultimò il campanile con le relative campane e lo arricchì con un orologio pubblico. Dalla morte del Parroco Colavecchia, alla presa di possesso del Parroco Costantini, trascorsero due anni. Durante questo periodo la cura delle anime fu tenuta da don Antonio Rossi arciprete di Sant'Andrea, coadiuvato dal Sacerdote don Giuseppe Izzo. Il 16 maggio 1920 il parroco don Domenico Costantini prese possesso della Parrocchia di San Tommaso apostolo alla presenza delle autorità locali ecclesiastiche e civili, nonché di tutto il popolo e numerosi invitati. Il parroco Costantini, migliorò le condizioni economiche della Chiesa, rinvigorì lo spirito religioso, costruì due altari laterali, uno dei quali dedicato al Sacro Cuore di Gesù. Lo stesso Parroco Costantini, nel 1926, provvide all'acquisto della statua di San Giuseppe per propagarne il culto e dedicarvi il secondo altare. Nel suo lungo ministero, il Parroco Costantini non solo migliorò l'estetica della Chiesa, la arricchì con statue, sostituì parimenti sconnessi, ma si dedicò principalmente ad opere religiose. La cura delle anime fu la sua principale attività. Nel 1793, dopo anni di attesa, il re Ferdinando IV riconobbe con regio decreto, la confraternita del SS Rosario. Ma, con il volgere degli anni e per la cattiva amministrazione, era andata in decadenza, fino a dichiararsi completamente sciolta. Erano ormai vari anni che non funzionava più, quindi aveva bisogno di una ripresa. Il Parroco fu l'anima di questa ripresa e, grazie a lui, la Confraternita esiste ancora ed è in piena forma Tutto andò bene per la Parrocchia di S. Tommaso fino al 1930. Con il terremoto del 23 luglio 1930 tempi duri si abbatterono sulla Chiesa. La sagrestia subì gravi danni. Nel muro di prospettiva si aprirono due grosse lesioni e anche la volta della chiesa fu danneggiata. Fu chiusa la Cappella della Confraternita del SS Rosario per la pubblica incolumità. Non avendo alcun luogo dove celebrare la santa messa, fu necessario adibire a cappella l'androne della casa Napolitano, per celebrare almeno la Santa Messa festiva. La Chiesa fu riaperta al culto il 1 novembre, dopo una sommaria riparazione. Perché la sagrestia, la cappella del SS Rosario e la Chiesa fossero completamente agibili, passarono ancora alcuni anni. Il 13 agosto 1939 furono ultimati i lavori inerenti la Cappella della Congrega. Nel 1940, precisamente il 29 settembre, la ditta Bove consegnò la chiesa, dopo aver compiuto il soffitto in legno eseguito sotto il tetto, in sostituzione della volta in mattoni abbattuta, perché pericolante. Ma il 4 ottobre 1943 una batteria Tedesca, appostata nei pressi di Moiano, verso mezzogiorno, cominciò a prendere a cannonate Paolisi. Disgraziatamente un colpo di cannone scoppiò innanzi alla Chiesa, provocando il crollo del tetto. Fu necessario quindi ancora intervenire. I lavori di riparazione furono conclusi, per il campanile, il 27 marzo 1952; per la Chiesa il 5 maggio 1953. Dopo tante sofferenze, peripezie e preoccupazioni il Parroco Costantini rese l'anima a Dio. Correva l'anno 1955. La Confraternita del Santissimo Rosario è un'Associazione internazionale di fedeli Cattolici stabilita allo scopo di lodare e onorare la Beata Vergine Maria e di garantire la sua protezione con la recita del Rosario, per il reciproco vantaggio spirituale di tutti i membri di tutto il mondo. La storia più recente ci dice che il 21-12-1991, il Presidente della Repubblica Italiana Francesco Cossiga, fece visita alla cittadina caudina in occasione della inaugurazione della restaurata chiesa di S. Tommaso Apostolo, inagibile dal terremoto del 1980. La visita di stato è da riportarsi all'ultimo periodo di presidenza di Francesco Cossiga, allorquando egli mise in essere un atteggiamento politico volutamente provocatorio ed eccessivo, contraddistinto da esternazioni polemiche contro il sistema di governo italiano e, nello specifico, contrapponendosi allo strapotere "mastelliano" che si andava consolidando nel Sannio, in quel periodo; a ciò gli valse l'appellativo di "picconatore". Prima di lui, solo altri due precedenti storici avevano interessato, non già il comune, ma l'intero Sannio: le visite di Luigi Einaudi e Giuseppe Saragat. Il Presidente della Repubblica giunse alla Chiesa di S. Tommaso Apostolo, dove fu accolto dall'Arcivescovo di Benevento e accompagnato al posto a lui riservato. Seguì la Cerimonia di purificazione per la riapertura al culto della Chiesa di S. Tommaso Apostolo e la celebrazione della Santa Messa da parte dell'Arcivescovo di Benevento, S.E. Rev. ma Mons. Carlo Minchiatti.
CASA IANNIELLO
Più avanti, al lato opposto rispetto alla Chiesa, la casa per civile abitazione della famiglia Ianniello, collocata al numero civico 158 del Corso Vittorio Emanuele. E' un'abitazione costruita intorno al XVIII secolo e rimaneggiata nei secoli successivi. Oggi, il suo aspetto appare molto modesto e dell'originale bellezza conserva il portale dell'androne. Esso si presenta con conci di pietra squadrati con fornice a sesto ribassato, chiuso al centro da un cuneo sul quale vi è scolpito, a grandi linee, un leone in riposo. I piedritti si elevano da un dado decorato a rombo coronati da una cimasa. Al centro di questi, si trovano scolpiti due falchi, protome queste che ornavano anticamente lo stemma araldico.
Appunti di Ernesto Gaddi

Ideazione, Ricerca e Produzione di Rosanna Gaddi
Pagina aggiornata il 16/04/2025