Cortile Maietta/Gallo – Cortile D’Alessio e Romano via Roma n.121 – Cortile Montella

Cortile Maietta - Gallo, di fronte Cortile D'Alessio e Romano via Roma n.121, e più avanti Cortile Montella

La vita nei piccoli paesini si sviluppava principalmente nei Cortili, luoghi fondamentali per la socializzazione e il senso di comunità. Sono tanti quelli che potremmo annoverare, che si snodano lungo il decumano maggiore.

Al numero civico 121 di via Roma si eleva il PALAZZO ROMANO, costruito nel 1773. Questo complesso ha perduto molte notazioni originali. Quello che oggi possiamo ammirare in tutta la sua bellezza ed eleganza è il portale d'ingresso formato da conci di pietra squadrati. Bello aggettato e decorativo è il grande modiglione che pare quasi fungere come chiave dell'arco e dominare tutta l'impostazione del fornice. Gli stipiti, nella parte superiore, sono ornati da rosette lobate, mentre i sostegni di base sono squadrati e ornati da leoni rampanti. Al numero civico 123 dello stesso palazzo un garbato, bello ed elegante balconcino barocco completa e da tono a tutto il prospetto. A lato del Palazzo Romano, sorge il palazzo Perrotta, datato 1790. Il portale à a sesto ribassato a manico di canestro con la chiave che ripete il motivo di rosone a sei punte lobate. I due plinti a i dadi del piano d'imposta sono lavorati a rilievo a punta di diamante racchiuso nei riquadri lobati e abbugnati con gli spigoli smussati e lavorati a cartoccio.

Al numero civico 125 l' attuale Cortile Maietta – Gallo al centro del quale era un pozzo che rappresentava un punto nevralgico della quotidianità e della socialità. Il pozzo, spesso situato al centro del cortile o in uno slargo accessibile a più famiglie, era costruito in mattoni e dotato di carrucola e secchio, strumenti indispensabili per attingere l’acqua necessaria per bere, cucinare, lavarsi, abbeverare gli animali e irrigare gli orti.

L’utilizzo condiviso del pozzo favoriva l’aggregazione sociale: ogni giorno, donne e bambini si ritrovavano per attingere acqua, scambiando chiacchiere, notizie e consigli pratici. Il cortile, pavimentato in acciottolato o pietra, diventava così uno spazio di incontro spontaneo, dove si intrecciavano relazioni di vicinato, si rinsaldavano solidarietà e si costruiva un senso di comunità. Spesso, accanto al pozzo, si trovavano lavatoi e abbeveratoi, ulteriori luoghi di aggregazione e collaborazione tra le famiglie.

La gestione collettiva del pozzo richiedeva anche una manutenzione condivisa: periodicamente, alcuni abitanti si occupavano di pulire il fondo (l’“arpusar”) per garantire la qualità dell’acqua, rafforzando così la cooperazione e il senso di responsabilità comune. In questo contesto, il cortile non era solo uno spazio funzionale, ma anche il cuore pulsante della vita sociale, teatro di giochi per i bambini, di conversazioni tra adulti e di piccoli eventi quotidiani che cementavano i legami tra le famiglie.

In sintesi, il pozzo condiviso era simbolo e strumento di una vita comunitaria intensa, dove la necessità si trasformava in occasione di incontro e di reciproco sostegno, rendendo il cortile un vero e proprio microcosmo sociale del tempo.

Sempre alla via Roma, al civico 122 si eleva in tutta la sua imponenza un arco a tutto sesto molto elevato. L' elevazione scaturisce dal rialzo dei plinti a livello di imposta. La chiave di volta scimmiotta uno scudo araldico e reca la data 1622. La data è significativa perché ripercorre le reminiscenze architettoniche rinascimentali.

Appunti di Ernesto Gaddi.

CORTILE MONTELLA Quarant'anni dopo, 1784, sull'altro lato della via, ma non in opposizione, s'innalza il cortile dei Montella, che si apre con un portale snello, non quale cornice della porta principale di un edificio palazziale, ma di un cortile angusto, di una superficie appena sufficiente a consentire un agevole espletamento dei lavori agricolo-artigianali. Il portale si erge su un gradino i cui piedritti s'innalzano su zoccoli con decorazioni geometriche. Al di sopra dei piedritti ci sono due piani d'imposta con decorazioni floreali quali parti integranti di un arco a tutto sesto costituito da quattro conci chiusi da una chiave di volta con adornamento floreale scolpito a bassorilievo.

In via Roma 54 c'è CORTILE MAIETTA-GALLO Il terzo edificio, sorto nel rione, è il cortile dei Maietta-Gallo (così definito dal prof. Giuseppe Romano nel suo libro), datato 1792, che si apre di fronte alla cupa 'e Muorti, che immette alle selve, e si presenta quale sentinella di più unità abitative di tipo rurale-artigianale. La caratteristica peculiare del portale è data da una barriera architettonica costituita da uno scalino che ostacola il "libero" accesso a carretti o altri mezzi di trasporto. La presenza di uno scalino alto più del solito, oggi definito barriera architettonica, è dettata dalla necessità di evitare che l'acqua piovana, che scende minacciosa dalla cupa nei giorni di pioggia estiva e nei mesi invernali, invece di curvarsi a sinistra per correre fino abbascio a Croce e imboccare Via Vannara, inondi il cortile compromettendo la serenità della vita domestica e la stabilità delle abitazioni erette nella parte bassa. Una lavinella raccoglie e orienta le acque del cortile verso i terreni retrostanti. Il portale presenta una pietra di volta ornata da una scultura floreale rappresentante la corolla di una margherita mentre i piani d'imposta non presentano ornamenti.

Tratto da “Luoghi e immagini del cuore” di Giuseppe Romano a cura della Pro Loco di Paolisi

Procedendo lungo via Roma arriviamo al CORTILE D’ALESSIO e ROMANO Nel 1778 sorge il cortile dei D'Alessio e dei Romano, che si apre con un portale ad arco a tutto sesto, formato da cinque conci, chiuso al centro da una chiave di volta massiccia bombata la cui faccia presenta un bassorilievo rappresentante un serto floreale lungo il centro e i lati ornati da volute verticali. Il portale sorge dal piano stradale i cui piedritti si innalzano su zoccoli decorati rappresentanti due leoni rampanti. Al di sopra dei piedritti poggiano due piani d'imposta di forma cubica con elementi ornati e motivi floreali. Il piano del vano del portone è sollevato rispetto a quello stradale e l’'entrata nel cortile è agevolata da due scalini. Il primo è costituito da una sola pietra vulcanica posta davanti all'anta d'accesso dell'ampio portone di legno massiccio non finemente modellato, che tutte le volte che è costretto ad aprirsi per cedere il passo a chi entra od esce mentre piange per aver svegliato quelle ruggini degli anni che avvolgono i cardini di ferro, suoi coetanei affettuosi. Il secondo è costituito da cinque blocchi in pietra bianca di dimensioni diverse. Incantevole è il piano del balcone di casa Romano. Una pietra massiccia, di forma circolare si allontana dalla parete per trequarti della figura per affacciarsi con eleganza e maestosità sulla strada comunale, protetta da una ringhiera in lamine di ferro battuto, in stile barocco con rappresentazioni floreali, rende fruibile la superficie per consentire a chi la calpesta di allungare lo sguardo e godere delle possibili immagini che cadono nella parte centrale di Paolisi, quella che da abbascio a Croce si allunga fino a 'ncopp'a ll'aria d'a Chianca vecchia. All'ombra di tanta maestosità s'innalza timido e snello il portale dell'abitazione che, mortificato dagli interventi murari degli anni Sessanta, quale pietra di volta presenta una maschera umana del volto di una giovane donna che invita a tenere un comportamento rispettoso prima di varcare la soglia a permesso ottenuto. Dopo pochi anni, nel 1790, s'innalza il palazzo che si affaccia in opposizione alla chiesa. Pochi anni addietro, diventato patrimonio pubblico, è stato sottoposto ad un lavoro di adattamento alle necessità dei nuovi servizi socio-politici, che ha comportato la modifica del cortile e dei vani che si affacciavano. Il necessario aggiornamento non ha interessato il vecchio portale, che si apre sulla strada comunale e il fratello minore che si affaccia sulla vecchia cupa sant'Andrea.

Tratto da “Luoghi e immagini del cuore” di Giuseppe Romano a cura della Pro Loco di Paolisi

Ideazione, Ricerca e Produzione di Rosanna Gaddi

Pagina aggiornata il 24/07/2025

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